Grazie a tutti... ecco il 2°cap!
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I Personaggi di questa fiction sono tutti maggiorenni e comunque non sono realmente esistenti. Naruto & Co. appartengono a Masashi Kishimoto.
Amore o sesso?
Spinta.
Gemito.
Spinte che aumentano.
Più forza.
Gemiti sconnessi.
Orgasmo.
Così finiva ogni sua avventura. E così era finita pure questa volta. Il cliente si era limitato ad uscire dal suo corpo, rivestirsi e lasciargli i soldi sul comodino.
Usa e getta.
Lui era così, veniva usato e poi abbandonato, ancora ansimante e frustato, magari anche insoddisfatto. Ma in fondo cosa gli importava? Che senso aveva essere soddisfatto quando cambiavi compagno ogni notte?
Nessun senso...
Lentamente si alzò, stringendo i denti, sopportando il dolore che ogni giorno si faceva sempre più acuto. In fondo bastava dimostrarsi disponibili ed il tutto finiva in fretta... si provava meno dolore, oppure durava comunque per poco.
Da quando aveva iniziato non era riuscito a vedere il lato positivo del sesso, infatti ogni volta stava male, si comportava da duro quando in realtà soffriva.
Quel giorno invece per combattere il dolore decise di scoppiare a piangere, piangere fino a sentir nausea e vomitare, anche a costo di rimettere l'anima... perché voleva che almeno l'anima rimanesse pura.
Si mise a sedere fuori dalla casa, sui gradini bagnati dalla neve mentre il leggero vento gelido soffiava sulla sua pelle. Socchiuse gli occhi. Il mal di testa era diminuito... l'aria di città non era il massimo però serviva per chiarirgli le idee.
Poi inaspettatamente, come per magia le lacrime iniziarono a scendergli dagli occhi, scivolando velocemente lungo le guance per gocciolare giù dal mento e cadere a terra, mischiandosi con la neve fredda.
E alle lacrime si aggiunsero i singhiozzi, ai singhizzi le imprecazioni su come odiava la sua vita.
Nello stesso momento Kakashi Hatake, professore che lavorava da qualche anno in una scuola superiore stava passando per quella strada. Come sempre camminava frettolosamente per le vie dove regnava la malavita. In quelle ore era piuttosto difficile muoversi per la città, dato che la gentaccia cominciava a girare, le prostitute si disponevano lungo i marciapiedi ed i bambini iniziavano a rubare qua e là.
Un bambino già cresciuto piangeva seduto su dei gradini congelati. Il corpo coperto da un sottile pantalone nero ed una camicetta ridotta piuttosto male. Kakashi lo osservò in lontananza. Piangeva forte, sfogando la sua frustazione. Pregava che qualcuno lo uccidesse, che allontanasse la sua anima dal suo corpo... affinché qualcuno lo portasse via da quel mondo di merda.
Kakashi s'avvicinò lentamente mentre i singhizzi del ragazzo si facevano sempre più forti e disperati, il viso immerso fra le braccia, come a voler nascondere tutta la sua vergogna.
Lentamente protese il braccio, sfiorandolo appena, con altrettanta lentezza Sasuke sollevò il viso pallido.
"Tutto bene?" gli chiese l'uomo, il ragazzo gli lanciò un'occhiata cupa, a prima vista non gli sembrava una cattiva persona, ma molte volte aveva avuto la stessa impressione sui suoi clienti... e poi era finita davvero male.
Un sorriso.
"Non cascarci Sasuke, quella è solo la sua maschera."
Si ripeteva il ragazzo, eppure... dietro a quel sorriso vedeva la sincerità... vedeva qualcosa di inspiegabile che gli attanagliava il cuore... una gentilezza infinita.
"Come ti chiami?" tentò nuovamente Kakashi, Sasuke deglutì cercando di calmare il proprio respiro affannato per lo sfogo avuto precedentemente "Sasuke." rispose, Kakashi si chinò verso di lui "Io mi chiamo Kakashi, piacere." disse porgendogli la mano.
Sasuke fissò titubante la mano, tirò su col naso per poi avvicinare tremante la sua e stringerla... era la mano più calda che avesse mai sentito... calda e rassicurante.
"Hai già mangiato?" chiese ancora l'uomo, Sasuke si limitò a scuotere la testa "Se ti va puoi venire a casa mia... solitamente mangio sempre da solo, ma mi piacerebbe avere compagnia." propose Kakashi, nella sua voce c'era un tono di timore che Sasuke riuscì a percepire perfettamente, così rimase per un attimo soprapensiero.
"Stai pensando che io sia un maniaco, vero?" sorrise ancora "... nella vita faccio il professore in una scuola superiore... sono un pò severo con i miei alunni, però voglio a tutti un ben dell'anima..." iniziò a raccontare, quell'uomo era circondato da una strana aura... che infondeva calore,tantissimo calore e rassicurazione.
Dopo alcuni minuti Sasuke si ritrovò a seguire l'uomo fino al suo appartamento. Un palazzo posto al di là del centro... l'ascensore era rotto, quindi dovettero salire quasi più di cento scalini a piedi.
Finalmente quando arrivarono, Kakashi aprì la porta e fece cenno al moro di entrare.
Il salotto era piuttosto piccolo, ma allo stesso tempo confortevole. Un grande divano scuro stava al centro della stanza, mentre più a sinistra era presente una libreria con un'infinità di libri piuttosto spessi.
"Vado a preparare qualcosa,tu intanto fai come se fossi a casa tua..." disse, Sasuke annuì,
Mentre Kakashi spariva dietro alla porta della cucina, Sasuke aveva iniziato ad esplorare il salotto. Vicino al divano c'era un piccolo comodino sul quale era appoggiata una lampada azzurra ed un telefono. Più in la vi era la libreria, mentre in un angolo vi era un mobile con sopra appoggiate delle foto.
Il ragazzo s'avvicino a quest'ultime, prendendone in mano una dopo vi era raffigurato Kakashi... doveva aver avuto si e no la sua età...
Nelle foto era piuttosto serio, mentre una ragazza dai capelli rossicci l'abbracciava ed un ragazzo moro lo spintonava, dovevano essere i loro amici alle superiori.
S'avvicinò alla libreria, i tomi contenuti lì dentro erano di ogni tipo: ve ne erano alcuni che dovevano contenere almeno mille pagine, mentre altri sembravano libri di poesie.
Ne prese uno a caso, lo sfogliò velocemente, ma la sua educazione era pari a zero, quindi evitò di fermarsi a leggere.
"Ti piacciono i libri?" chiese una voce alle sue spalle che lo fece spaventare, Sasuke appoggiò di nuovo il libro al suo posto, per poi scuotere la testa "Ehm... io non so leggere." rispose onestamente, Kakashi sorrise "Lo immaginavo... se ti fa piacere potrei insegnarti, non è mai troppo tardi." propose, Sasuke annuì "Si, mi piacerebbe molto... mio fratello è capace a leggere, però non ha mai avuto tempo per insegnarmi..." spiegò abbassando gli occhi, Kakashi s'intenerì e gli scompigliò i capelli "Ora andiamo a mangiare che sennò si raffredda..." disse, il moro annuì e lo seguì a tavola.
Durante la fugace cena non parlarono molto, giusto qualche parola scambiata alla veloce.
Dopo cena, Sasuke s'affacciò alla finestra. Aveva ripreso a nevicare. Grossi fiocchi di neve cadevano lentamente, la strada era già in parte ricoperta... il paesaggio innevato era bellissimo, quasi magico.
"Mi sa che continuerà a nevicare per un bel pò..." commentò Kakashi alle sue spalle, il ragazzo annuì "Già..." rispose distrattamente, l'uomo gli appoggiò una mano sulla spalla.
"Se vuoi stanotte puoi fermarmi da me."
Non era la prima volta che qualcuno che gli faceva una simile proposta, ma nella sua voce non sentiva nessun secondo fine. Solo reale preoccupazione.
"Non vorrei essere di disturbo..." rispose titubante, ma Kakashi scosse la testa "No... posso benissimo dormire sul divano, mentre tu dormirai nel mio letto."
A quelle parole Sasuke si bloccò.
"No... non è il caso dormo io sul divano." rispose prontamente, Kakashi scosse la testa "Nessun problema... poi il divano è molto comodo!" disse ridendo piano, Sasuke ricambiò in parte il sorriso.
Si sentiva felice...
Si sentiva al sicuro...
...
Si sentiva amato.
"Buona notte." disse Kakashi, Sasuke si coprì il viso con le lenzuola, l'uomo si chinò verso di lui "Che succede?" chiese, il moretto arrossì violentemente.
"E' che... non ho mai dormito da solo... e questa è la mia prima volta..." rispose timidamente, Kakashi gli appoggiò una mano sulla fronte, spostandogli leggermente la frangia, scoprendo quegli occhi scuri, profondi come un abisso di morte, ma allo stesso tempo pieni di passione e di speranza.
"Devi aver sofferto molto sin ora..." sussurrò con voce rassicurante, Sasuke abbassò il viso, per mettersi a sedere.
"Cerco di andare avanti." rispose, gli occhi incollati a quelli dell'uomo, il ragazzo portò una mano sull'occhio sinistro di Kakashi dove era presente una vistosa cicatrice che prima di allora non aveva avuto il coraggio di toccare.
"Anche tu devi aver sofferto molto per questa." disse, Kakashi gli afferrò la mano, non la strinse, ma si limitò a tenerla fra le dita "Le ferite del cuore fanno più male... diciamo che ho imparato a sopportare le ferite esterne..." rispose.
Le ferite del cuore.
Sasuke si addormentò con quel pensiero, e Kakashi fece altrettanto, addormentandosi con la testa appoggiata sul materasso, di fianco al ragazzo.
Le prime luce dell'alba rischiarirono la stanza, Sasuke aprì lentamente gli occhi... aveva dormito talmente bene che gli pareva quasi un sogno ad occhi aperti... sospirò, per poi sollevarsi leggermente e notare che Kakashi non c'era.
Si diresse verso il salotto per vedere se era lì, poi in cucina trovò un biglietto scritto alla veloce.
"Ciao, ben svegliato. Sono andato a lavoro, sul tavolo ce la colazione... a presto, piccolo Sasuke."
"Piccolo Sasuke?" disse fra se e se Sasuke sorridendo, in realtà non poteva fermarsi a fare colazione, doveva tornare a casa... doveva arrivare prima che Itachi s'accorgesse della sua mancanza.
Uscì di casa, iniziando a correre a perdifiato, scivolando più di una volta.
"Piccolo Sasuke."
Era la prima volta che qualcuno lo chiamava così. La prima volta che un uomo lo invitava a casa senza secondi fini... la prima volta che un uomo gli sorrideva sinceramente.
Finalmente arrivò di fronte alla casa, fece per entrare in camera sua dalla finestra sul retro, ma a sorprenderlo fu proprio Itachi.
"Ciao Sasuke." Itachi se ne stava seduto sul suo letto, gli occhi puntati contro di lui, le labbra serrate in un'espressione neutra.
"Itachi fammi spiegare..." fece per dire Sasuke, ma prontamente Itachi gli afferrò i polsi, sbattendolo contro il muro.
"Con chi sei stato stanotte? Lo sai che non puoi scopare fuori di casa senza il mio permesso... dammi i soldi." disse, stringendogli con più forza i polsi, Sasuke gemette.
"Non sono stato con nessuno, volevo solo stare un pò da solo..." spiegò brevemente il moro, Itachi posò le labbra su quelle del fratello in un bacio che sembrava volergli strappare via l'anima. Poi senza prevviso conficcò i canini nel labbro di Sasuke, facendogli uscire sangue.
"Puoi cercare di prendere in giro un idiota, ma sono tuo fratello e so che puttana sei tu."
Il sangue iniziò a colare copiosamente dal labbro del ragazzo, mentre Itachi si sporse in avanti per leccargli via il liquido rosso.
"Non sono una puttana." rispose con rabbia nella voce il più piccolo, Itachi lo colpì violentemente allo stomaco con una ginocchiata, facendolo cadere in ginocchio.
L'Uchiha più grande si inclinò leggermente in avanti, afferrando il viso di Sasuke fra le mani "Tu? Non sei una puttana? Vedremo... sporca zoccola che non sei altro."
Detto questo lo colpì violentemente con uno schiaffo, Sasuke rivolse uno sguardo carico d'odio verso il fratello, mentre gli occhi si erano già riempiti di lacrime. Itachi si slacciò la cintura, facendo cadere a terra i pantaloni seguiti dai boxer.
"Prendimelo in bocca."
Era un ordine, sicuramente non una richiesta.
"No." si ribellò Sasuke, Itachi lo afferrò per i capelli, obbligandolo a stare di fronte al suo membro, Sasuke rivolse lo sguardo altrove.
"Prendilo in bocca." ripeté serio.
Sasuke chiuse gli occhi. Alla fine era solo un debole. Lentamente spalancò la bocca ed obbedì all'ordine.
Si faceva schifo.
Fine 2° cap